Control Resonant recensione: un action audace su PS5 tra caos e mistero
Il nuovo Control su PS5 reinventa l'azione con un design geniale e una trama profonda, ma paga il prezzo con combattimenti ripetitivi e un comparto tecnico non sempre all'altezza
La recensione di Control Resonant per PS5 ci porta nel cuore di un esperimento audace di Remedy Entertainment. Sette anni dopo gli eventi del primo Control, questo spin-off si trasforma radicalmente, abbandonando le meccaniche sparatutto originali per abbracciare un approccio action frenetico e ravvicinato. Control Resonant si rivolge a chi cerca un'esperienza viscerale, tecnicamente profonda e narrativamente contorta, ma è cruciale capire dove il gioco eccelle e dove invece mostra i suoi limiti.
Il titolo ci immerge in una Manhattan distorta, una tela urbana che si piega e si deforma, ricordando le architetture impossibili di 'Inception' e le simmetrie alla Wes Anderson che hanno reso iconico l'originale. Nonostante il cambio di focus sul gameplay, l'atmosfera e la direzione artistica rimangono intatte, promettendo un viaggio unico per i fan e per i nuovi arrivati desiderosi di affrontare l'Hiss.
Cosa funziona davvero

Level Design, narrazione e aspetti tecnici brillanti
Control Resonant eccelle nella sua capacità di sorprendere grazie a un level design magistrale. Le architetture impossibili di una Manhattan alterata, con strade che si piegano e edifici che mutano forma, sono un vero spettacolo visivo e funzionale. Gli interni, in particolare, mostrano una libertà creativa senza precedenti, trasformando ogni esplorazione in una scoperta continua. Questa audacia nel design si riflette anche nelle meccaniche di traversal, che diventano protagoniste assolute in sezioni come la Voragine, un nuovo Labirinto del Posacenere dove levitazione, proiezione e persino l'inversione della gravità sono usate in rapida successione per superare ostacoli apparentemente insormontabili.
La narrazione, pur svolgendosi sette anni dopo il primo capitolo, mantiene le medesime suggestioni e il fascino misterioso che caratterizzano l'universo di Control. La storia emergente, arricchita da missioni secondarie, incontri casuali e puzzle, espande il lore in modo organico. Il doppiaggio in italiano è di eccellente qualità, contribuendo a immergere il giocatore in un mondo dove la musica funge da elemento di rottura e le sperimentazioni narrative si intrecciano con la trama principale, culminando in una campagna che può superare le trenta ore di gioco per chi desidera completare ogni mistero.
Perché convince nell'uso reale
L'esperienza di gioco reale di Control Resonant è profondamente gratificante per chi ama la scoperta e l'azione frenetica. La sensazione di essere al comando di un supereroe, con Dylan che può quasi volare e scattare attraverso vaste distanze, è palpabile e contribuisce a rendere l'esplorazione della mappa aperta di Manhattan estremamente dinamica. I caricamenti sono mascherati abilmente tramite intricati corridoi, mantenendo una fluidità quasi totale tra le zone.
Il sistema di progressione è ben integrato: non solo Dylan si evolve con nuovi poteri che sbloccano aree precedentemente inaccessibili (elementi metroidvania), ma anche l'ambiente stesso reagisce alle azioni del giocatore. Sconfiggendo nemici e boss, le zone della città salgono di livello, diventando più ostiche e visionarie. Questo crea un ciclo di gameplay emergente che premia l'esplorazione e la padronanza delle abilità, offrendo un senso di crescita costante e un mondo che si adatta e si evolve insieme al protagonista.
Cosa non ci ha convinto

Limiti tecnici e bilanciamento del gameplay
Nonostante le ambizioni, Control Resonant presenta alcuni compromessi significativi. La scelta di focalizzarsi sui combattimenti ravvicinati, pur audace, porta a una certa ripetitività nelle fasi avanzate. L'Aberrante, l'arma modulare di Dylan, offre diverse configurazioni (Sventramento, Colpo, Falcione, ecc.), ma l'impossibilità di alternare al volo forme e finalizzatori senza mettere in pausa il gioco spezza il ritmo e limita la varietà delle combo, rendendo i duelli meno dinamici di quanto potrebbero essere. Il bilanciamento generale avrebbe meritato maggiore attenzione; la modalità assistita, pur utile, suggerisce che gli sviluppatori stessi abbiano riconosciuto la difficoltà di un sistema che, a volte, rende i poteri meno incisivi rispetto alla superiorità numerica dell'Hiss.
Dal punto di vista tecnico, Control Resonant non raggiunge i vertici di produzioni recenti come Alan Wake 2. Su PS5, la modalità a 60 fps, essenziale per la reattività nei combattimenti, introduce artefatti da ricostruzione grafica evidenti, clipping e una generale 'sporcizia' visiva che può essere disturbante. L'aspetto di Dylan, a tratti, appare generico e poco credibile per un action hero. La scarsa quantità di sequenze di intermezzo, sostituite da dialoghi in-game statici e poco curati visivamente, indebolisce ulteriormente un comparto tecnico che, pur salvato dalla direzione artistica e dal sound design, mostra il fianco a critiche per la sua rifinitura.
📋 Scheda Tecnica

| Piattaforma di Prova: | PS5, Xbox, PC |
| Developer: | Remedy Entertainment |
| Publisher: | Remedy Entertainment |
| Genere / Categoria: | Action RPG |
| Disponibile su: | PlayStation 5, Xbox X/S, Steam |
Il prodotto nel setup quotidiano

Giocare a Control Resonant per sessioni prolungate è un'esperienza che alterna momenti di pura esaltazione a frustrazioni occasionali. L'impatto iniziale è ruvido, con l'Hiss che impone una superiorità numerica schiacciante, richiedendo al giocatore di padroneggiare rapidamente schivate perfette, telecinesi e manovre offensive. Tuttavia, una volta sbloccati i potenziamenti chiave, il gameplay si apre, offrendo duelli che ricordano il dinamismo di giochi come Prototype, con combattimenti che si svolgono sia a terra che in aria senza soluzione di continuità.
L'integrazione degli enigmi e delle meccaniche di traversal nel flusso di gioco è esemplare, fornendo una costante iniezione di novità che contrasta la potenziale ripetitività dei combattimenti. La sensazione di progredire e sbloccare nuove aree grazie a poteri in evoluzione è un motore potente che spinge a continuare l'esplorazione. Tuttavia, i limiti tecnici, in particolare la qualità visiva in modalità performance, possono diventare un elemento di distrazione durante le sessioni più lunghe, richiedendo una certa tolleranza da parte del giocatore. Il sound design solido e il doppiaggio italiano di qualità mitigano in parte questi difetti, mantenendo alta l'immersione sonora.
Verdetto Finale

Control Resonant è un titolo audace e ambizioso che tenta di reinventare una formula consolidata con risultati altalenanti ma complessivamente positivi. Il suo cuore pulsante risiede nel level design visionario, nella narrazione emergente e nelle meccaniche di esplorazione e traversal che riescono a stupire. È un'esperienza che premia la curiosità e la padronanza, offrendo una campagna longeva e ricca di sorprese per chi è disposto a immergersi nel suo mondo distorto.
I compromessi sul fronte tecnico, in particolare la rifinitura grafica in modalità performance e la varietà limitata dei combattimenti ravvicinati, sono evidenti e non possono essere ignorati. Nonostante non raggiunga la perfezione di altre produzioni Remedy, Control Resonant si posiziona come un action-adventure di fascia media-alta che offre un ottimo rapporto qualità-prezzo per la quantità e la qualità del contenuto proposto. È consigliato ai fan del primo Control che cercano una nuova prospettiva sul suo universo, e a chiunque sia alla ricerca di un'esperienza action con un forte accento sulla narrazione ambientale e un design di livelli fuori dagli schemi, purché si sia disposti a chiudere un occhio sui suoi difetti più evidenti.
In sintesi
PRO
- Level design innovativo e sorprendente
- Narrazione emergente e suggestiva, fedele all'originale
- Gameplay emergente con forte enfasi su esplorazione e traversal
- Doppiaggio in italiano di alta qualità
- Campagna longeva e ricca di contenuti
CONTRO
- Combattimenti ravvicinati ripetitivi e con poca varietà di combo
- Bilanciamento del gameplay migliorabile
- Artefatti grafici e sporcizia visiva in modalità 60 fps su PS5
- Comparto tecnico datato e dialoghi statici
- Aspetto del protagonista a tratti generico
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